L’Oro d’Inverno: La Raccolta e la Cura nei Secolari Uliveti
La raccolta delle olive era un’attività lenta e paziente. Avveniva a mano o con bastoni di legno. Le olive cadevano su teli stesi a terra. Si usavano scale per raggiungere i rami più alti. Intere famiglie partecipavano al lavoro. Le olive venivano poi portate ai frantoi. L’olio era destinato all’uso domestico e alla vendita. Rappresentava una risorsa preziosa. L’olivicoltura segnava il ritmo della vita rurale.

Nei mesi autunnali e invernali, gli uliveti secolari della Masseria Posticciòla diventavano il centro di un'attività in cui l'olio era considerato una risorsa economica e di sostentamento di valore inestimabile. Proprio per l'importanza di questo prodotto, l'attenzione al recupero era totale e non si tollerava alcuno spreco. Mentre gli uomini più esperti posizionavano le scale e battevano i rami, contemporaneamente si procedeva a raccogliere minuziosamente tutte le olive che erano già cadute spontaneamente sul terreno nei giorni precedenti. Questo compito, che richiedeva una pazienza infinita e occhi attenti, veniva tradizionalmente affidato alle donne e ai bambini della comunità rurale. Curvi per ore sul suolo, essi esaminavano la terra palmo a palmo per recuperare ogni singolo frutto prima che venisse calpestato. Questo sforzo coordinato e simultaneo permetteva di riempire rapidamente i sacchi, che venivano poi caricati sui carri per essere trasferiti ai frantoi, garantendo sia il guadagno commerciale della struttura sia la risorsa calorica essenziale per l'alimentazione invernale dei coloni.